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ve 23.02.2018

20:30

Teatro Foce

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gi 22.02 / 19:00 / Teatro Foce

Le capitaine sensible

Teatro & Cabaret | Rassegna HOME

Marco Capodieci
 
Di e con: Marco Capodieci
Regia: Simone Fraschetti

Monologo teatrale
 
Un uomo di fronte ad un plotone di esecuzione o tace annichilito, magari fumando un’ultima silenziosa sigaretta, oppure parla e si sfoga senza “peli sulla lingua”. “Le Capitaine Sensible” non è un uomo cattivo o maleducato, e tantomeno un “villain” che confessa le proprie colpe come negli archetipi hollywoodiani, bensì il personaggio che troviamo coi polsi incatenati e con gli occhi bendati, è un “buono”... che coglie l’opportunità di parlare, come suo ultimo desiderio terreno, di “svuotare il sacco”, di mettersi a nudo… con la sua parola. È un poeta che confessa quelle che per la società contemporanea sono considerate colpe: l’umiltà, la poesia e la sensibilità. Lui, parlando, prende tempo per esternare tutto al meglio, nonostante la tentazione di fuggire. Con giri di parole, a volte “scanzonate”, ritrova sempre il coraggio, per infine affrontare la sfida più grande, cioè quella di confidare al plotone di esecuzione le proprie debolezze e le proprie paure. In scena tre balle di fieno, un muro di campagna da sfondo, un posto come un altro per morire. Con “Le Capitaine Sensible” solo tre oggetti scenici: le catene, la benda e la spada. Il resto è un uomo che non ha più nulla da perdere.
 
Il personaggio
 
“Le Capitaine Sensible” è un personaggio senza tempo e non ha un luogo di provenienza o appartenenza; è stanco di navigare sui mari dell’ipocrisia della gente; è saturo di combattere nei campi di battaglia dove il denaro coltivato, lo tiene alle briglie e lo rende schiavo di un sistema. In balia dei venti del giudizio e di chi lo addita alle spalle, non ha smesso di portare avanti a spada tratta il suo Credo e la sua evoluzione. La sua anima umile, poetica e sensibile si mostra senza corazza, senza maschera e, messo di fronte al plotone di esecuzione, per essere stato quello che è, diventa un martire della verità: senza peli sulla lingua affronta la paura del momento e sputa, in perfetto contrasto con la sua natura, l’ultimo addio all’essere umano che lo ha disprezzato e giudicato con ignoranza. Scanzonato, appesantito e ubriaco di stanchezza comprende il senso della vita e fa suo un ultimo desiderio: svuotarsi di tutto ciò che pesa sulla coscienza, strapparsi la benda che lo rende cieco dagli occhi e togliersi di dosso quelle catene che lo attanagliano a questo strano e faticoso vivere. L’addio alla sua spada, specchiandosi in essa dopo un’onirica coreografia, è un’ulteriore spogliarsi del Capitaine uomo e “padre”... padre che non diverrà mai. Il suo volo finale lo porterà via, finalmente libero, leggero e ricco di arte nel cuore, tra le stelle, dove la sua anima può librarsi indisturbata. Un personaggio tale è condannato a morire, ed egli stesso arriva a questa inevitabile conclusione. È come una sembianza mite che diventa inevitabilmente un animale travolgente, come un toro che punzecchiato più volte aspetta solo il momento giusto di esplodere sulla terra battuta della corrida. Ma è altrettanto cosciente che il suo faticoso cammino terreno è una scuola che lo porterà ad evolversi e quindi a non reincarnarsi più. E vede infatti nell’aldilà un fine desiderato, il suo ultimo porto nel mare più bello: “È stata una magica tempesta la vita, ma un mare più calmo e silenzioso mi aspetta.”
 
Il pensiero del regista
 
Di fronte ad un uomo che dice la verità (la propria verità) coloro che lo ascoltano si dividono. Ci sarà chi lo sostiene, chi approva e condivide. Altri invece opporranno resistenza, non saranno d’accordo, tenteranno di fermarlo. Un uomo che si confessa, che parla senza censure, che dice davvero quello che pensa è di fronte ad un muro. Noi giudici e carnefici possiamo concedergli la grazia o dargli (metaforicamente) la morte. Il Capitano non ha paura di affrontare il plotone, il suo timore è soltanto quello di non riuscire a dire tutto fino in fondo, di non essere in grado di farsi comprendere dal suo pubblico. Dopo aver gettato a terra il velo che gli impedisce di vedere, dopo aver liberato le sue mani dalle catene dell’ipocrisia, e dopo aver abbandonato la spada del giudizio, saprà parlare con sincerità e condividere con i suoi carnefici un estremo pensiero d’amore. (Marco Capodieci e Simone Fraschetti)
 

 

Intero:
CHF 20.- / LC e LCC CHF 15.-
Ridotto AVS e AI:
CHF 15.- / LC e LCC CHF 10.-
Giovani < 26:
CHF 10.- / LC e LCC CHF 7.-
 
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